“L’Ospizio” di Gilles Barbier

 

L’ARTISTA

Gilles Barbier

Scultore, disegnatore, artista plastico, Gilles Barbier nasce nelle Ebridi nel 1965 per trasferirsi in Francia all’età di 20 anni. La sua opera è indefessa e prolifica come le sue fonti.

Nutrendosi si filosofia, estetica, psicanalisi, storia, scienze, fumetti, a tantissima fantascienza, Barbier si interroga intorno all’ambivalenza e al senso dei multipli, mettendo in dubbio construtti sociali e archetipi con cui si forma la nostra rappresentazione del mondo. Il filo conduttore è una ironia feroce che serve a decostruire e riarticolare il reale più che a problematizzarlo o a criticarlo, come sottolinea egli stesso: la sua realtà è una “fiction”, una nuova realtà che sfugge al principio descrittivo. (fonte)

 

 

 

L’OPERA

L’Hospice

Ce la faranno i nostri eroi? Così si chiudevano le storie di molti albi supereroistici degli anni passati, a quanto pare per Gilles Barbier con la sua opera L’Hospice la risposta è NO.

L’Hospice, vuole smontare un mito, chiudere un epoca, rappresentando i supereroi sconfitti non dal supercattivo di turno ma da un fattore con cui prima o poi tutti noi dovremmo avere a che fare: lo scorrere del tempo.
Gilles Barbier ci mostra questi supereroi decrepiti, acciaccati da una vita piena di fatiche e gesta eroiche in un ambito come quello dell’ospizio, asettico ed immacolato, dove passare gli ultimi giorni prima della naturale dipartita incarnando solo lo spettro degli eroi che furono.

E’ dunque finito il tempo dei superuomini?

(per saperne di più)

L’Hospice
Tecnica mista, suono e televisione (programmi dal vivo), dimensioni variabili.
2002, Collezione Martin Margulies