petit bon hardcore comics

 

L’ARTISTA

Raymond Pettibon

Raymond Pettibon, al secolo Raymond Ginn, è un artista statunitense, occasionalmente musicista e compositore. Noto per i suoi disegni fumettistici, ironici e ambigui, il soggetto dell’arte di Pettibon è talvolta violento e antiautoritario. 

Pettibon si laureò in economia alla UCLA e lavorò per un breve periodo come professore di matematica, prima di iniziare la sua carriera artistica nel 1977. Initizialmente, Pettibon fu il bassista del gruppo punk Black Flag quando esso si faceva ancora chiamare Panic. Quando la band scoprì che esisteva un altro gruppo con lo stesso nome, Pettibon suggerì il nome Black Flag e disegnò il logo della band, composto da quattro barre orizzontali. Nello stesso periodo Pettibon scelse il suo nome d’arte, dal soprannome petit bon (bravo ragazzo) che gli aveva dato suo padre. I disegni di Pettibon apparvero sui volantini e sulle copertine degli album dei Black Flag fin dai primi anni ’80, e l’artista divenne noto nella scena punk di Los Angeles. Negli anni ’80 Pettibon ha pubblicato molte raccolte dei suoi disegni attraverso l’etichetta SST Records; la maggior parte di essi sono ora fuori commercio e hanno prezzi elevati. Pettibon cominciò a disegnare copertine per altre band della SST, tra cui i Minutemen. Ebbe un litigio con i Black Flag dopo che il batterista Bill Stevenson aveva tagliato uno dei suoi disegni per scrivere i testi di alcuni brani di Loose Nut. Nel 1990, Pettibon realizzò la copertina di Goo, album dei Sonic Youth. Da allora Pettibon è stato acclamato a livello internazionale, e ha alcune sue opere nei musei più prestigiosi dell’arte contemporanea: il Museum of Modern Art a New York, il Museum of Contemporary Art a Los Angeles e il San Francisco Museum of Modern Art. (fonte)

Cliccando sul link troverete un’intervista fatta a Pettibon da Max Blagg di Interview Magazine.

Il video dei Red Hot Chili Peppers del brano Monarchy Of Roses (album I’m With You del 2011) è stato ispirato proprio dallo stile di Raymond Pettibon. Il video ritrae la band destreggiarsi fra un vortice di disegni in bianco e nero.

 

L’OPERA

Dipendesse da Pettibon, c’è da scommettere che metterebbe una nuvoletta di parole anche all’urlo di Munch. In effetti, la creatività di Pettibon si moltiplica sempre per tre: una straordinaria capacità di sviluppare figurazioni e atmosfere schizzando solo inchiostro nero sul cartoncino. Inventare espressioni linguistiche sintetiche e piene di doppi sensi, quindi infondere coesione tra l’una e l’altra forma per un intrigante effetto grafico d’insieme. Insomma, ogni schizzo condensa una narrazione, formula una situazione, ironica cinica o strampalata che sia. E così via fino a saturare le pur vaste pareti della sala espositiva con una parata interminabile di fogli spalmati di sincretismi surreali, coerenti seppure portati all’eccesso, a partire da tutti i più consueti stereotipi delle pratiche sociali e del sogno americano. Ricorrenti sono l’azione violenta e l’effetto splatter, accompagnati da invettive schizofreniche o da “fonemi” di nuovo conio. Tra i suoi eroi, eroine e mascalzoni, inutile dirlo, non può mancare la più esplicita ostentazione di organi eccitati, fosse anche per trascinare nel paradosso l’esibizionismo maniacale. Certamente i personaggi di Pettibon non cercano redenzione –redenzione da cosa? – eventualmente solo evasione, che spesso avviene per mezzo di bestiali Harley Davidson cavalcate per raggiungere una spiaggia californiana. E fare surf cercando di beccare la più grande onda che ti può capitare nella vita. (fonte)

Ecco di seguito una selezione delle opere di Raymond Pettibon:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per vedere la galleria completa ecco il link alla pagina facebook di THE ART9